Addio a Giancarlo Felice, la passione del giornalismo in tutte le sue declinazioni: giornali, tv e uffici stampa
Di Giancarlo Felice, morto per un male dalla rapida e implacabile progressione, il ricordo degli amici e dei colleghi è un coro di tristezza, sorpresa, affetto. Di lui si ricordano la discrezione, il garbo, il rapporto metodico con il lavoro. Giancarlo aveva frequentato il giornalismo nelle sue tante declinazioni. Aveva cominciato negli anni Settanta prima come collaboratore del Giornale di Sicilia e poi come uno dei giovani che sperimentavano il giornalismo televisivo con le prime emittenti private. Nel suo caso la vicinanza con Vito Maggio Valveri lo portò nella redazione di Telesicilia, una delle prime tv a dare spazio al giornalismo professionale e a conquistare nel panorama siciliano una posizione competitiva. Dopo l’esperienza televisiva, tornò alla carta stampata: fu uno dei collaboratori di Sicilia motori, una rivista inventata da Dario Pennica, e poi una firma della redazione palermitana del giornale La Sicilia a quel tempo diretta da Giovanni Ciancimino.
Negli anni Novanta il giornalismo di Giancarlo Felice approdò all’ufficio stampa della Presidenza della Regione di cui divenne a un certo punto coordinatore.
Ma il percorso di vita di Giancarlo non è legato solo alla professione. Il suo legame con lo sport è testimoniato dalle foto che qualcuno ha tirato fuori dal cassetto. Giancarlo era nel gruppo di amici e colleghi che dignitosamente praticavano il calcio: era il periodo in cui le redazioni diventavano squadre e lo sport non era interpretato in chiave competitiva. Era un momento di vita comune e perfino di amicizia che infrangeva lo stretto perimetro redazionale. Nella squadra del Giornale di Sicilia (ogni testata ne aveva una) Giancarlo giocava da terzino. Ma i ruoli, a quel livello, non erano così rigidi. Anzi c’era, nelle strategie di gioco preparate da coach non proprio improvvisati, una fluidità interpretativa. Di Giancarlo, che manteneva le sue radici a Santa Lucia del Mela, si devono ricordare ancora l’amore per le Eolie (a Lipari aveva ristrutturato una casetta) e il generoso interesse per la scienza etno-demografica che aveva scoperto nella maturità, complice la moglie Patrizia che lavorava al museo Pitré. Giancarlo ne seguiva il lavoro e dava il suo contributo per la promozione dell’attività del museo. (franco nicastro)
Alla famiglia di Giancarlo Felice le condoglianze di del Gruppo Giornalisti pensionati di Sicilia