Casagit, soldi e salute - Mini-vademecum salva portafoglio

14.01.2016 10:20

ECCO COME LIMITARE L’IMPATTO SULLE PROPRIE TASCHE DELLA MANOVRA DI RIEQUILIBRIO DEI CONTI

Dal primo di gennaio sono scattate nuove regole di Casagit che modificano i rimborsi per alcune spese mediche, con l’obiettivo di salvaguardare i conti della cassa e consentirci di avere anche in futuro la nostra assistenza sanitaria. Per tutelare i colleghi giornalisti e per farli orientare nelle novità ho pensato di elaborare una piccolo vademecum ‘’salva-portafoglio’’: già perché con un po’ di attenzione è possibile minimizzare e anche azzerare l’impatto che la manovra potrebbe avere sulle nostre tasche. Con un’avvertenza: non si tratta di scorciatoie per furbetti  ma di attenzioni possibili che rientrano nelle buone pratiche per uso della Casagit che le stesse decisioni prese dal Cda vogliono sollecitare.

      Ecco le indicazioni

 Accertamenti diagnostici, niente manovra se si paga il ticket:

    Dal primo gennaio si applica una franchigia del 15%, all’interno di quanto previsto dal tariffario, sulle spese sanitarie di accertamenti diagnostici fatti privatamente.  La regola ‘non’ vale per Analisi e Accertamenti Diagnostici effettuati con il SSN (o presso strutture con esso convenzionate) che saranno rimborsati, come nel passato. La manovra, quindi, non tocca le prestazioni per le quali è previsto il ticket, che continuano ad essere rimborsate pienamente fino all’importo previsto dal Tariffario e non tocca le quote regionali, il cui rimborso resta anch'esso invariato.   

Primo consiglio: chi non vuole rimanere con la ‘’franchigia’’ a carico può quindi rivolgersi al servizio sanitario nazionale o a strutture convenzionate con il Ssn e si vedrà rimborsare il ticket ed eventuale quota regionale all’interno delle soglie previste. In questo modo Casagit svolge realmente il suo ruolo di cassa sanitaria integrativa e non di cassa sostitutiva

 Secondo consiglio: Se proprio ci si vuole rivolgere ad una struttura non convenzionata con il Servizio Sanitario pubblico bisogna vigilare sul prezzo praticato, anche se la struttura dice di essere convenzionata con Casagit. Di fatto alcuni poliambulatori, in modo furbesco, quando ci si presenta come soci Casagit adeguano il prezzo al valore massimo del tariffario, anche se al pubblico fanno un prezzo più basso. Non dovrebbero farlo, ma lo fanno:  infatti chi sottoscrive la convenzione con Casagit si impegna ad applicare il prezzo migliore che pratica e non di applicare l’importo massimo previsto per i rimborsi Casagit. Ora, da gennaio, con l’arrivo della franchigia, i soci pagano un importo più basso  se il prezzo applicato è inferiore; sono quindi chiamati a ‘’vigilare’’ su questa scorrettezza anche nel proprio interesse. Lo stratagemma? Meglio chiedere prima quanto costa una prestazione e, solo successivamente, dire che si è soci Casagit per evitare che la struttura sanitaria ‘’si adegui’’  al valore più alto con un danno sia per i conti di Casagit sia per il proprio portafoglio.

 I ricoveri, attenti all’Iva. Preventivi, preventivi, preventivi. E il  “pacchetto”  salva il portafoglio

    Tra gli interventi che hanno un impatto economico significativo nelle novità Casagit c’e’ la misura che prevede di non rimborsare bolli e l’Iva. Questa decisione è onerosa soprattutto per i ricoveri ma – prima indicazione  – non si applica sui ricoveri rimborsati a ‘’pacchetto’’

     Seconda precisazione: l’Iva non si paga sulle prestazioni mediche, ma solo su quanto fatturato direttamente dalla clinica (ad esempio sui materiali, sui farmaci, sulla sala operatoria, sulla retta di degenza ecc. ed anche sugli altri eventuali servizi di ‘confort’).  Un esempio tratto da un caso reale Casagit: su un ricovero di chirurgia da 3.000 euro la parte chirurgica vale sui 1.600 euro, quella rimanente di degenza/farmaci/materiali vale 1.400 euro e paga un’Iva di circa 308 euro che rimane a carico del collega; in pratica alla fine il ‘’peso’’ reale è di circa i 10% sulla spesa complessiva, non poco visto le cifre in ballo.

    Anche in questo caso i consigli sono due.

    Primo consiglio, chiedere il preventivo:  le strutture sanitarie private puntano al profitto. Chi si rivolge loro ha invece bisogno di cure e spesso tende a sottovalutare l’impatto economico. E’ su questo doppio piano che si gioca una ‘’partita’’ che pesa sulle tasche dei colleghi e anche sui conti Casagit.  Spesso i pazienti non sono consapevoli del costo al quale vanno incontro e nemmeno della spesa che Casagit ha rimborsato. La consapevolezza è il primo passo: chiedere un preventivo non costa nulla e, visto che spesso si pagano molti euro, è un diritto sacrosanto.  Si potrà scoprire quanto rimane a proprio carico e quanto rimborsa Casagit. Non fidatevi di strutture che vi dicono che applicano il tariffario Casagit  (vantando una convenzione "indiretta"): verificate se è vero, talvolta non lo è. E’ accaduto anche con cliniche blasonatissime e, ovviamente, Casagit si è mossa per chiedere correttezza nella comunicazione con i nostri soci.

   Secondo consiglio, scegliere strutture convenzionate per gli interventi  a pacchetto. I ‘’pacchetti’’ sono i rimborsi ‘’forfait’’ tutto compreso per alcune prestazioni chirurgiche per le quali Casagit ha attivato specifiche convenzioni con molte strutture sanitarie  e già oggi il 70% degli accordi convenzionali non prevede oneri a carico. Si è partiti con le operazioni meno complesse e certo non coprono tutte le tipologie di intervento: ma ora le prestazioni ‘’pacchettizzate’’ sono cresciute. E cresceranno.  Al momento, il 33% dei ricoveri è a pacchetto per un valore pari al 23% della spesa dei ricoveri. Ma nel corso del 2016 arriveranno altri 50 nuovi  pacchetti, in grado di coprire il 40% delle prestazioni di ricovero.  Usarli salva il portafoglio.

 Giro vite su fisioterapia

La manovra di Casagit incide sulla fisioterapia, limitando il numero di sedute ma aumentato il rimborso a seduta per le riabilitazioni legate a traumi severi, ricoveri o gravi disabilità conseguenti a gravi patologie.   Le tipologie di intervento rimangono divise in tre livelli ma cambia il meccanismo. Di fatto per la fisioterapia verranno rimborsate solo 12 sedute a 50 euro ciascuna nell’arco dell’anno solare. Rimangono poi altre due tipologie di intervento: quella relativa a traumi o ricoveri per le quali sono stati rimossi i diversi limiti temporali ed è stato lasciato solo il limite complessivo di tempo di sei mesi a partire dalla data della prima seduta; quella legata a patologie e disabilità di una certa rilevanza per i quali la fisioterapia passa attraverso  un’autorizzazione che deve essere chiesta  a Casagit (all'indirizzo: urp.prestazioni@casagit.eu )  e che verrà rilasciata dalla consulenza medica. In pratica viene fatto un esame preventivo che evita sorprese

 Medicine, ticket rimborsati al 100%, e basta lo scontrino ‘parlante

    La manovra riduce al 50% il rimborso per i farmaci di fascia C, con la ricetta bianca. Non tocca invece il rimborso sui ticket dei farmaci che rimane al 100% (e siamo l’unica cassa che lo fa).  Con la manovra arriva una mini semplificazione: non sarà più necessario, per i ticket, presentare la fotocopia della ricetta ‘rossa’, ma basterà lo scontrino ‘parlante’, con il codice fiscale dell' assistito,  il codice del farmaco, la data e l’importo pagato.

     Anche per i farmaci di fascia C, comunque, lo scontrino parlante diventa obbligatorio. Servirà per attribuire le spese ai soci o ai familiari: non è un’esigenza Casagit, ma del fisco che da quest’anno, per il 730 precompilato, chiede alle Casse sanitarie di indicare l’importo dei rimborsi fatti ai ‘soci’ che versano i contributi in base al contratto di lavoro.

    Gestire gli scontrini parlanti con attenzione, inoltre, rappresenta una convenienza anche per i soci. Il fisco tratta in modo diverso gli importi rimborsati per coloro che sono obbligati a pagare i contributi (i giornalisti con art.1) e i famigliari che invece ottengono i rimborsi perché versano contributi volontari (il Mav  del contributo ‘famiglia’ o i contributi per i coniugi che hanno redditi che superano il minimale). I giornalisti contrattualizzati e i pensionati Inpgi possono detrarre soltanto la spesa sanitaria non rimborsata da Casagit; i familiari e i soci volontari, invece, possono detrarre l'intera spesa sanitaria,. compresa la parte rimborsata dalla Cassa.  In pratica se si compra un medicinale per il figlio non è corretto, ma soprattutto non è conveniente, intestare la ricetta e lo scontrino al genitore che ha pagato.

     Attenzione: e’ importantissimo fotocopiare scontrini, ricevute e tutta la documentazione inviata alla Casagit. Sono necessari nel caso di controlli da parte dell’Agenzia delle Entrate.

 Casagit, per i contatti meglio la mail che il telefono.

     Sono molte le modalità con le quali è possibile interagire con Casagit per chiedere chiarimenti o verificare la propria posizione, un rimborso o la richiesta per un ricovero convenzionato. Sul territorio le consulte e il fiduciario sono un importante presidio che consente di raccogliere le domande e i dubbi dei colleghi, indirizzando poi la richiesta alle persone più competenti all’interno della struttura: l’elenco e i numeri di telefono sono sul sito (https://www.casagit.it/casagit/it/Chi_siamo/Consulte_regionali/index.html).

    C’e’ poi il numero telefonico (06548831) al quale è possibile chiamare e che è in funzione nei giorni lavorativi dalle 9 alle 13,  ma  - come è ovvio per una struttura di medie dimensioni come Casagit – è possibile talvolta di trovarsi in ‘’coda’’ e di rimanere molti minuti al telefono.

     Il modo migliore per ricevere assistenza è invece quello di inviare una mail con il sito Casagit (cliccare sul banner ‘’come contattarci’’). Indicando il problema e il numero di telefono si viene ricontattati il prima possibile, solitamente entro 24 ore, ma il più delle volte anche nel pomeriggio, con il risultato di avere il chiarimento comunque rapidamente ma senza estenuanti code al telefono.

di Corrado Chiominto (componente del Cda della Casagit)