I nostri NO per la tutela della Costituzione

24.03.2026 18:51

I nostri NO per la tutela della Costituzione

Con il contributo di noi pensionati sorridiamo e scriviamo il giorno dopo la svolta referendaria che dà spazio e forza alla nostra Costituzione. Viva i giovani e tutti coloro che amano un’Italia fondata sui veri valori della democrazia. (c.m.)

"Adesso SI’". Dopo 14.461.375 NO

Ancora una volta, il titolo più bello di stamattina è quello de il manifesto: geniale, incisivo, ironico e anche allegro. Oltre la notizia, magnifica, del numero di voti degli italiani che hanno bocciato il referendum sulla giustizia, anzi sulla magistratura, oltre due milioni in più di chi la voleva approvare.

Molto bello e giustissimo anche il titolo dell'editoriale de il manifesto: "Una sconfitta, non ancora una vittoria". Una clamorosa, rispetto alle previsioni, sconfitta politica della destra-centro postfascista dalle crescenti voglie autoritarie, che il centrosinistra alle prese con le sue mai del tutto risolte problematiche dovrà avere la capacità di sfruttare adeguatamente per tornare a vincere le elezioni. Vedremo se avrà imparato la lezione.

Che invece la destra non ha imparato dalla storia italiana recente. Riporto un passaggio illuminante dell'editoriale di stamattina di Marco Travaglio, che non sempre mi è simpatico ma che leggo, che è molto, ma molto bravo e che sul referendum ha fatto un ottimo lavoro: "... È una Provvidenza laica che protegge l’Italia dagli aspiranti ducetti, dagli scassinatori delle regole e dai venditori di pentole (Garlasco, bambini nel bosco e altre balle spaziali) che, da qualunque parte provengano, finiscono per farsi sgamare con un eccesso di arroganza (la ùbris) che finisce con lo spaventare la gente. Appena esagerano, gl’italiani trovano il modo di rimetterli a posto. E non sanno più come urlare sempre lo stesso messaggio: la Costituzione si può modificare con ritocchi chirurgici (come la riduzione del numero dei parlamentari nel 2020), ma non con “riforme” monstre per cambiare tanto o tutto del capolavoro scritto dai veri Padri Costituenti nel 1946-’47 ...".

Sì, ha proprio ragione il collega Travaglio, li ha rimessi a posto la gente, soprattutto i nostri ragazzi, perché stavano esagerando. Aggiungo un mio pensiero: i risultati del voto di ieri confermano per l'ennesima volta che i leader di ogni colore politico, anche quelli apparentemente intelligenti e capaci, quando si circondano di servi sciocchi, scarsi, arroganti, magari anche con potere di ricatto perché sanno cose che non dovevano sapere, prima o poi finiscono per pagare dazio (ogni riferimento al pagliaccio bullo non è per nulla casuale). E dunque, alla fin fine, così intelligenti non sono.

E allora adesso sì, oggi è un altro giorno in questo nostro Paese, che dimostra ancora una volta nei momenti più importanti che non è fesso come i suoi governanti pensano e che non vuole toccata la nostra amatissima Costituzione. Respiriamo aria un po' più pulita. Buon giorno, chi vuol esser lieto sia, del doman non c'è certezza. (Gaetano Perricone)

È l’Italia giovane che torna

Alle 15 di lunedì 23 marzo, la votazione per la riforma del sistema giudiziario voluta dall’attuale governo si conclude. Ha inizio lo spoglio. E neppure un’ora dopo esplode il grande NO.

Grande perché cresce il distacco che ha saputo determinare chi ha difeso la Costituzione italiana, impedito che si indebolisca il potere giudiziario e che la democrazia perda i suoi valori. È l’Italia che torna!

Rieccola: c’è! Ed è una Italia massimamente giovane quella che, più compatta, ha capito. Quella che appartiene a quanti vogliono poter esercitare con libertà, giusti diritti, coloro che non hanno compromessi alle spalle e sottoboschi cui addentrarsi. Una Italia giovane che ha trovato adeguata compagnia da parte di coloro che hanno saputo leggere e comprendere come un testo, accortamente ritoccato, tentava vanamente di nascondere il possibile raggiungimento di ben altre finalità a salvaguardia di un suo ben maggiore e più estremo esercizio di potere. E tanto aveva ipotizzato annunziando sin dall’inizio la formulazione della riforma proposta ai cittadini con il referendum che ci ha, tutti, impegnato.

L’Italia ha ritrovato davvero sé stessa, fuori da qualunque gioco politico camuffato dalla necessità di rimescolare le carte del potere giudiziario e diminuirne la forza e il compito. Quello riconosciuto necessario, con i primi due, legislativo ed esecutivo, a garanzia di un popolo “libero”. Dire “NO” ha avuto un senso, un significato, un peso che vanno al di là di ogni singola posizione individuale o di partito. E quando è chiaro quale è la posta in gioco, si corre a votare. Da nord, dove gran parte di Veneto, Lombardia, etc, configurano la loro posizione - ad eccezione delle singole capitali - al sud, dove la Sicilia in testa, e siamo veramente lieti di contarci, ha contribuito saldamente alla maggioranza che sbarra l’attuale proposta di riforma legislativa.

Che c’è da desiderare e sperare adesso: nessuna scaltrezza o ridimensionamento di responsabilità da parte di chi governa, nessuna esaltazione, rigurgito narcisistico per chi è all’opposizione e si ritiene, nella conta il più forte. Una BASE che può saper dimostrare come usa il voto. Che vuole, e sarebbe maggioritaria, onestà, chiarezza, competenza e rigore autentici, da parte di coloro cui affida l’esercizio di potere. A tutela del suo essere a sua volta un cittadino che riesca ad essere degno del suo “status”. (Egle Palazzolo)